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QUANTO HANNO GIOCATO D'AZZARDO GLI ITALIANI NEL 2017

GLI ITALIANI NEL 2017 HANNO GIOCATO D'AZZARDO IN MEDIA 6.000 EURO


 Nonostante i monopoli abbiano fatto sparire dalla loro comunicazione il dato della raccolta, cioè l'insieme delle giocate effettuiate, stime recenti quantificano in oltre 102 miliardi la raccolta del settore dei giochi nel 2017.

La previsione è stata avanzata dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio, un organismo indipendente costituito nel 2014 con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo.

L'Ufficio mette in evidenza che "Tra il 2000 e il 2016, la raccolta complessiva da giochi, indice dell'ampiezza del mercato, è aumentata di cinque volte, passando in termini reali da 20 a circa 96 miliardi di euro.

Questo dato, assolutamente degno di fede, stante l'autorevolezza dell'organo da cui promana, deve essere incrociato con il numero dei giocatori che, con le loro puntate, lo hanno determinato.

Secondo una ricerca del CNR, i cui risultati sono stati resi noti solo pochi giorni fa, nel 2017, coloro che hanno giocato d'azzardo almeno una volta sono stati circa 17 milioni.

Incrociando queste due grandezze, si scopre che ogni giocatore ha speso in giochi d'azzardo in media 6.000 euro all'anno, 500 euro al mese.

La cifra, di per sé eclatante, rappresenta un dato medio che non esiste, il che vuol dire che per ogni giocatore che ha giocato meno della cifra media, uno o più giocatori hanno puntato somme più elevate.

Non è importante determinare quale sia la c.d. "spesa effettiva", cioè la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, in media dai giocatori, ma concentrare l'attenzione esclusivamente sulla somma giocata, determinandola correttamente, dividendo cioè la raccolta per il numero dei giocatori che l'hanno determinata, non per gli italiani tutti, neonati compresi.

Il dato drammatico, che lancia un gravissimo allarme socio-sanitario, è che i n media ogni giocatore abbia giocato d'azzardo 6.000 euro a testa in un anno. E' questo il dato su cui riflettere e che dovrebbe determinare le scelte politiche in materia di azzardo legale.

Postato il 09/05/2018 14:55 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - monopoli - raccolta - Gap

I MONOPOLI OSCURANO LA "RACCOLTA"

I MONOPOLI FANNO SPARIRE IL DATO DELLA RACCOLTA DALLA COMUNICAZIONE DEI DATI SUL GIOCO


 I monopoli hanno iniziato a pubblicare, sul proprio sito istituzionale, i dati sul gioco legale in Italia, in particolare i "dati di spesa ed erario suddivisi per comune".

Tra i dati pubblicati, manca quello della "raccolta", definita dai monopoli, come "l'insieme delle puntate effettuate dalla collettività dei giocatori".

La mancanza non è casuale ed è certamente da mettere in relazione alla pubblicazione dei dati, relativi alle sole macchinette, suddivisi per Comune, recentemente apparsa su un sito giornalistico, che indicava, invece, la "raccolta", suscitando in tal modo la vivace protesta degli operatori del gioco, che lamentavano appunto la mancanza del dato della "spesa", ottenuto per differenza tra raccolta e vincita, denunciando un grave attentato alla "verità".

In realtà, quando si parla di gioco d'azzardo, il dato rilevante è proprio quello della raccolta, e non la "spesa", dato artificiale e inutile, perché l'insieme delle giocate rappresenta l'unico elemento in grado di "fotografare" in modo realistico il fenomeno, anche perché una raccolta di importo elevato svela le reali abitudini e la propensione al gioco d'azzardo degli italiani, a differenza del dato artificiale e manipolatorio della "spesa".

La "raccolta", oltre a rappresentare un elemento per la valutazione economica del fenomeno, denuncia anche il numero di azioni di gioco che la determinano, come riconosciuto nella stessa definizione che ne forniscono i monopoli, lanciando per tale via un allarme relativo al pericolo dipendenza che caratterizza il gioco d'azzardo.

E' questo il vero motivo per il quale i monopoli e altri attori del settore cercano in tutti i modi di ridurla, oscurarla, esorcizzarla, cercando di sostituirla con un elemento addomesticato e rassicurante come la spesa, un dato "muto", che non comunica niente, ma serve solo a offuscare l'elemento in grado di lanciare un reale allarme in materia di pericolo per la salute dei giocatori.

Sul sito dei monopoli finora compariva l'entità della raccolta, appunto l'insieme delle puntate, con tutta la sua valenza suggestiva ed emblematica della gravità della situazione, con accanto l'indicazione della spesa, nel tentativo di depotenziarla.
Nell'ultimo rilascio di dati, invece, con una soluzione silenziosamente abortiva, la raccolta è addirittura sparita del tutto, sostituita dal dato posticcio della spesa.

Cercando in tale modo di far dimenticare che nel 2016 gli italiani hanno effettuato puntate per 96 miliardi di euro, compiendo miliardi di operazioni di gioco, avvicinandosi in tal modo al pericolo dipendenza. Indicando il dato della "spesa", si cerca di nascondere questa circostanza, di farla dimenticare, di nascondere la stretta connessione che lega raccolta e giocate, come se bastasse nascondere un problema per eliminarlo.

Un ulteriore esempio, solo l'ultimo della serie, che dimostra come la comunicazione dei monopoli in materia di azzardo sia caratterizzata da evidenti omissioni e manipolazioni.

Postato il 27/01/2018 11:02 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - comunicazione - monopoli - raccolta - spesa

LA VERA SPESA DEGLI ITALIANI PER L'AZZARDO

SE SI INCROCIANO I DATI SUL GIOCO D'AZZARDO DIFFUSI DAI MONOPOLI CON QUELLI SUI GIOCATORI CONTENUTI IN UNA RICERCA ISPAD, SI OTTENE UN RISULTATO SCONCERTANTE, BEN DIVERSO DALLA VERTITÀ UFFICIALE PROPOSTA DA AAMS


 Secondo i dati forniti dai monopoli la "raccolta" generata dall'immenso mondo dei giochi d'azzardo nel 2015 è stato di 88.249 milioni. Però, la "spesa" degli italiani ammonterebbe "solo" a 17 miliardi, perché 71 sarebbero stati restituì come vincite.

L'ingannevolezza di questa tesi è evidente...


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Postato il 27/05/2016 11:08 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - raccolta - spesa media

LA VERA SPESA DEGLI ITALIANI PER L'AZZARDO

SE SI INCROCIANO I DATI SUL GIOCO D'AZZARDO DIFFUSI DAI MONOPOLI CON QUELLI SUI GIOCATORI CONTENUTI IN UNA RICERCA ISPAD, SI OTTENE UN RISULTATO SCONCERTANTE, BEN DIVERSO DALLA VERTITÀ UFFICIALE PROPOSTA DA AAMS


 Secondo i dati forniti dai monopoli la "raccolta" generata dall'immenso mondo dei giochi d'azzardo nel 2015 è stato di 88.249 milioni. Però, la "spesa" degli italiani ammonterebbe "solo" a 17 miliardi, perché 71 sarebbero stati restituì come vincite.

L'ingannevolezza di questa tesi è evidente, perché non dà conto del fatto che la grandissima maggioranza di quelle vincite, essendo pari alla giocata o poco di più, viene rigiocata, andando a incrementare la raccolta.

Il dato viene fornito in media, con un sistema, cioè, con cui si può sostenere tutto e contemporaneamente il suo contrario. I monopoli sembrano credere e forniscono i dati come se gli italiani avessero due tasche distinte, da una delle quali esce la giocata e nell'altra in cui entrano i premi. Ma la tasca è unica e le giocate sono per la maggior parte alimentate dal rigioco.

Il piccolo premio rimane nel "circuito" e va a incrementare la raccolta, visto che, una volta vinto, diventa di proprietà del giocatore e quindi la spesa degli italiani per l'azzardo è pari esattamente alla raccolta. Il dato, piuttosto, serve a svelare una realtà sconcertante: i monopoli pur di assicurarsi il loro margine di guadagno sui giochi, finanziano i giocatori, per spingerli a giocare.

I monopoli hanno sì due tasche: ogni euro incassato si divide e prende due strade diverse, una parte finisce nella tasca in cui viene incamerata la percentuale che i monopoli trattengono, una parte nella tasca destinata a essere ridistribuita come montepremi. I monopoli finanziano i giocatori con quanto accantonano in questo secondo contenitore e lo fanno ridistribuendo una parte della raccolta, con premi di modestissimo importo che sembrano essere pensati esclusivamente per essere rigiocati, implementando così l'altra tasca.

C'è un altro aspetto che colpisce, incrociando i dati IPSAD con quelli del libro blu aams.

Non è vero come ci hanno sempre detto che la spesa media per l'azzardo sia di 1.500 euro all'anno pro capite. Il dato medio viene ottenuto tenendo conto anche di chi non gioca, con le famose medie "neonati compresi", dividendo linearmente la raccolta per gli italiani. Ma, secondo le stime ISPAD, i giocatori sono 16 milioni, e quindi la spesa media per ognuno di essi risulta pari a 5.500 euro all'anno, più del triplo.

Di più, sempre secondo l'Istituto di ricerca, il 63% dei giocatori ha giocato una volta al mese, mentre il 21% una volta a settimana. L'85% dei giocatori, quindi sono giocatori sporadici e si può ritenere che abbia contribuito molto poco a formare 88 miliardi di euro di raccolta.

Considerando che, come è noto, l'uomo medio non esiste, si può stimare che se l'85% dei giocatori ha speso ad esempio il 20% della raccolta, l'altro 80% sarà stata spesa dal restante 15% dei giocatori più "frequenti". In numeri: 13.600.000 giocatori avranno speso 17.600.000.000 di euro, in media 1.300 euro, ma i restanti 2.400.000 giocatori avranno bruciato nell'azzardo 70.400.000.000 di euro, con una spesa media pro capite di 29.000 euro ad anno.

Cifra sconvolgente che, tuttavia, risulta "coerente" con i dati relativi alla dipendenza e dimostra che, come molte volte sostenuto, il fattore critico di successo del gioco d'azzardo è proprio la dipendenza.

Postato il 27/05/2016 11:02 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - raccolta - spesa madia

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