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RACCOLTA, SPESA E GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

LA COMUNICAZIONE IN MATERIA DI GIOCO D'AZZARDO STA DIVENTANDO SEMPRE PIU' OMISSIVA E INGANNEVOLE, PER MASCHERARE IL REALE PERICOLO DI DIPENDENZA CHE IL GIOCO D'AZZARDO COMPORTA


 Da due anni a questa parte, i monopoli hanno smesso di pubblicare, nell'indifferenza generale, il libro blu, che esponeva tutti i dati relativi al gioco d'azzardo in Italia. L'ultima pubblicazione risale, infatti, al 2016, poi il silenzio.

Così come dal lessico del gioco d'azzardo è scomparso il dato della "raccolta", che indicava l'insieme delle giocate effettuate, sostituito nella comunicazione ufficiale e nella elaborazione dei dati del gambling dalla "spesa", ottenuta sottraendo alla raccolta le vincite, anche in questo caso senza alcuna protesta.

Questo consente calcoli e interpretazioni sul fenomeno del gioco d'azzardo, che spesso sotto le insegne della divulgazione scientifica, dissimulano operazioni strumentali e manipolatorie, come arrivare a sostenere, ad esempio, che la "spesa" media degli italiani nel 2016 per le macchinette sia ammontata a 54 centesimi al giorno, la metà di un caffè (sic!).

Per ottenere questo sorprendente risultato, fornito come "contributo di informazione corretta utile alla lotta contro ogni forma di proibizionismo e alla disinformazione, entrambi grandi alleati dell'illegalità e della criminalità organizzata" si è dovuto ricorrere a qualche artificio, come dividere la "spesa" per un numero esorbitante di "potenziali utenti" stimato in oltre 50 milioni di persone.

Propongo un calcolo più realistico, partendo da due dati inoppugnabili: le giocate per le macchinette, pari nel 2016 a 49,4 miliardi di euro, da usare come dividendo e il numero di giocatori, stimato in 17 milioni (dati CNR), utilizzato come divisore.

Con questa operazione, nel 2016 alle slot e alle vlt sono stati giocati in media 2.905 euro all'anno, 242 euro/mese, con una media giornaliera di oltre 8 euro.

Applicando lo stesso procedimento ai dati generali del 2017, otterremo che ogni giocatore ha giocato in media 5.502 euro, dato ottenuto anche in questo caso semplicemente dividendo la raccolta, euro 101.8 miliardi (dati ADM), per il numero di giocatori, stimati in 18.5 milioni (dati ISS, comunicati dall'ex d.g. dei monopoli).

I 5.500 euro giocati in media nel 2017 denunciano in modo inequivocabile l'incidenza della dipendenza da gioco d'azzardo, nascosta irresponsabilmente attraverso l'elaborazione di dati artificiali come la "spesa effettiva", e un numero esorbitante di potenziali giocatori, utilizzata appositamente per oscurare la realtà.
E' evidente, invece, che il GAP è funzione di quanto uno gioca d'azzardo non di quanto vinca o perda e i risultati che tengono conto di questa evidenza confermano che il gioco d'azzardo si fonda sulla dipendenza, spietatamente utilizzata come fattore critico di successo del business.

Postato il 15/10/2018 10:36 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - comunicazione - dipendenza

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE

UNA MISURA DI PREVENZIONE EFFICACE E IMMEDIATA PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA SOCIALE RAPPRESENTATA DAL GIOCO D'AZZARDO


 Illustrissimo Signor Presidente,
il gioco d'azzardo rappresenta ormai una vera e propria emergenza nazionale.

Il Suo Governo ha mostrato sensibilità verso la situazione di pericolo, anche per la salute delle persone, che la pratica del gioco d'azzardo comporta, vietandone la pubblicità nel primo provvedimento emanato, oltre a dettare altre misure regolatorie.

E' innegabile che nel settore esista una deficit informativo, soprattutto in ordine ai divieti e ai rischi che lo caratterizzano, anche grazie a una comunicazione omissiva e ingannevole, affidata agli stessi operatori del gioco d'azzardo.

Ci sono, in particolare, due aspetti dell'azzardo la cui comunicazione, pur essendo obbligatoria per legge, è oggi affidata agli stessi operatori del gambling, che la forniscono in maniera sciatta e inefficace, al termine degli spot.

"Ilgiocoèvietatoaiminoriepuòcausaredipendenzapatologica" è un mantra ripetuto velocemente e senza alcuna reale efficacia deterrente. Eppure la formula riguarda due aspetti assolutamente strategici, come il divieto di gioco d'azzardo ai minori e il rischio dipendenza che la sua pratica comporta.

Atteso quanto sopra, Le segnalo l'opportunità/necessità di una campagna di comunicazione istituzionale da trasmettere sulle reti televisive e radiofoniche nazionali, sulla stampa e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media sul modello tipo di quelle recentemente trasmesse per contrastare il tabagismo, o altre emergenze gravi.

Nell'attesa della riforma complessiva in materia di giochi pubblici, promessa nel decreto dignità, in grado di assicurare l'eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d'azzardo, una campagna di comunicazione istituzionale rappresenterebbe uno strumento capace di innalzare il livello di consapevolezza nel settore, elevando altresì il tasso di legalità.

Preciso che la stessa richiesta, a tutela della salute e dei minori, è stata avanzata numerose volte al precedente Governo, senza esito.

Con i migliori ossequi.

Avv. Osvaldo Asteriti

Postato il 03/10/2018 09:41 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: GIOCO D'AZZARDO - DIPENDENZA - DIVIETO AI MINORI - PREVENZIONE

PUBBLICAZIONE

UN LIBRO CHE AFFRONTA, SENZA IPOCRISIE, I TANTI INGANNI E PERICOLI CHE SI NASCONDONO NEI MECCANISMI DEI GIOCHI D'AZZARDO E NELLA LORO COMUNICAZIONE


 Affinità elettive , una piccola e dinamica casa editrice di Ancona, ha pubblicato il volume "Il giogo d'azzardo ", che raccoglie il mio impegno anti azzardo degli ultimi anni.

Nel libro ho cercato di mettere in luce alcuni degli aspetti più insidiosi del gioco d'azzardo, oscurati dalla comunicazione fornita dagli stessi operatori del gambling.

Che cos'è il gioco d'azzardo, quante persone giocano d'azzardo, quanto spendono realmente e, soprattutto, quali inganni e quali pericoli per la salute nasconde?

Il volume rappresenta una sorta di manuale di sopravvivenza, utile ad adulti e minori, in un mondo che può essere molto pericoloso, se non viene illuminato da una comunicazione corretta e completa, al quale molte persone si avvicinano ingenuamente, illudendosi di inseguire un sogno di facile ricchezza, con il rischio di precipitare nell'incubo della dipendenza.

Il libro è attualmente in distribuzione presso alcune librerie di Ancona e Jesi ed è disponibile sul sito www.edizioniae.it .

Postato il 05/09/2018 09:24 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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"QUESTO GIOCO NUOCE ALLA SALUTE"

IN ITALIA, QUANDO UNA LEGGE NON VIENE OSSERVATA, SE NE FA UN'ALTRA, CON IL MEDESIMO CONTENUTO


 "Formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica dei giochi con vincite in denaro, nonché le relative probabilità di vincita devono altresì figurare sulle schedine ovvero sui tagliandi di tali giochi".

Quella citata sopra non è una previsione del decreto legge dignità, in materia di gioco d'azzardo, ma una disposizione contenuta nel decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, c.d. decreto Balduzzi, convertito nella legge 8 novembre 2012, n. 158, attualmente in vigore.

L'obbligo di indicare su tagliandi e schedine, compresi i gratta e vinci, un avvertimento circa il rischio per la salute che si corre giocando d'azzardo è in vigore dal 1° gennaio 2013, anche se non è mai stato realmente osservato.

La formuletta "il gioco può causare dipendenza patologica", dettata da una circolare dei monopoli, compare sul retro dei tagliandi di gioco e sulle schedine, scritta con caratteri piccolissimi, distante dall'area di gioco, senza nessuna enfasi grafica, praticamente invisibile.

Visto che la legge c'è, ma non viene osservata, è stato proposto e accolto un emendamento del PD all'articolo 9 del decreto dignità, secondo cui "I tagliandi delle lotterie istantanee devono contenere messaggi in lingua italiana, stampati su entrambi i lati in modo da coprire almeno il 20 per cento della corrispondente superficie, recanti avvertenze relative ai rischi connessi al gioco d'azzardo.", che precisa altresì che i tagliandi devono comunque riportare la dicitura "Questo gioco nuoce alla salute", di dimensioni tali da assicurarne l'immediata visibilità.

Ci sono voluti 6 anni, e un nuovo governo, per ottenere "l'immediata visibilità" delle formule di avvertimento sui rischi del gioco d'azzardo da inserire sui gratta e vinci.

Per ottenere lo stesso risultato, sarebbe bastato un semplice decreto del Ministro della salute, ma la Ministra Lorenzin era così occupata con le sue campagne vaccinali e con la campagna fertility day da non avere tempo di precisare, con un proprio provvedimento, che un avvertimento che per legge doveva comparire sui tagliandi gratta & vinci, dovesse essere anche visibile.


Postato il 21/08/2018 11:38 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - gratta & vinci - formule rischio Gap

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created by: Paolucci Simone