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Archivio: Tutti i post del 2010 [2010]

La tassa volontaria del gioco d'azzardo

Dal BLOG di 'Andrea Aparo', sul sito del fattoquotidiano.it, un articolo che fa il "paio" con quello che raccontiamo noi nel blog.



 Se si ha la voglia di giocare d'azzardo, nulla da dire. Ognuno è lìbero di utilizzare il proprio denaro nel modo che più gli garba. C'è chi gioca alla Roulette, apprezzando tanto l'equità del gioco (ne parliamo più avanti) quanto la liturgia associata. Vestirsi bene, andare al Casinò, seguire la recita del Croupier, vedere bella gente, sentirsi più o meno VIP. C'è chi trova eccitante il Poker. Altri le corse dei cavalli. Lunga è la lista. Nulla da eccepire. Poi ci sono quelli che giocano al Lotto e sue varianti, Superenalotto compreso. Mi riesce difficile capire perché i cittadini che già offrono un'importante quota parte dei propri guadagni in tasse siano così propensi a pagare, un paio di volte alla settimana, un altro libello, di entità variabile, allo Stato di appartenenza. In Italia il 53,6 % degli incassi viene incamerato dallo Stato. Il gioco del Lotto è dunque una tassa volontaria, che non fa male e che genera sogni, ben alimentati dalla possibile vincita, al 9 agosto 2010, di 119 milioni di euro (238 miliardi di vecchie lire, impressionante no?). Si gioca pensando che un paio di euro valgono bene il montepremi anche se la probabilità di vincere è pari a una su 622 milioni. Però il Superenalotto non è un gioco onesto. Non lo è perché solo il 34,7 per cento dell'ammontare delle giocate alimenta il montepremi. Facendo due conti, se si possono vincere 110 milioni di euro, lo Stato ne ha già incassato 317. Non lo è perché non è "equo", ovvero la vincita non è proporzionale alla probabilità di vittoria.

Per capirci, riprendiamo il gioco della Roulette. Ci sono 37 numeri, 18 rossi, 18 neri e uno, lo zero, che è verde. Se punto 1 euro sul rosso ho 18 probabilità su 37 di vincere. Se vinco mi pagano una volta la posta. Nel caso in esempio, un euro. Ho il 48,6% di probabilità di vincere e se vinco guadagno il 50%: punto un euro, vinco, me ne danno due. Guadagno metà della vincita. Stesso ragionamento applicato al Superenalotto. Il gioco sarebbe equo se per ogni estrazione!- la vincita per la sestina corretta giocata pagando 50 centesimi di euro fosse pari a 311 milioni di euro. A proposito. Per quelli che se lo sono chiesto: il valore massimo teorico possibile del montepremi è proprio di 311 milioni di euro. Questa è infatti la cifra che occorre giocare per avere la certezza di vincere giocando tutte le combinazioni possibili dei sei numeri della schedina.

Soprattutto ciò che non è onesto è il modo con cui i mass media parlano di questo insulso gioco. Rubriche nell'orario di massima audience che dicono quali numeri hanno più probabilità di uscire di altri perché in "ritardo". Sciocchezza totale. Nessun numero è mai in ritardo perché ogni estrazione è totalmente indipendente dalla precedente. Non esiste nessuna scienza dei numeri al lotto. Solo pseudoscienza come l'Astrologia. Una patina di metodo a coprire una montagna d'idiozie. Esperti, qualche volta dotati di cappello a punta con stelline sopra, farneticano sulle relazioni fra eventi di cronaca e numeri possibili. Pochi sono i quotidiani che non hanno in dotazione la rubrica del lotto. D'altronde visto che c'è sempre l'oroscopo...

Quando qualcuno vince, tutti gli danno grande risalto. Ognuno pensa a come sarebbe bello essere al suo, al loro posto. Giocare pochi euro, per divertimento, in fondo che male fa. Non tutti si fermano all'euro. Nessuno parla di quanti si sono rovinati a giocare. Non è accettabile che fra chi tace ci sia lo Stato. Dovrebbe preoccuparsi di tutelare i diritti dei cittadini, non di sfruttarli.

Postato il 13/12/2010 15:13 in 'News dal Web' da Staff del Blog
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Con l'azzardo vincono solo le mafie

dal sito 'narcomafie.it' un'altra visione delle problematiche legate al gioco d'azzardo.


Il gioco d'azzardo, più che una risorsa fiscale, è una risorsa per le mafie. Lo dimostra il sequestro di beni per 5 milioni di euro effettuato oggi dai Carabinieri ai danni del clan 'ndranghetista dei Lucà. L'organizzazione indagata riciclava i proventi del narcotraffico acquistando dal reale vincitore del 'Superenalotto' le schedine vincenti e e si faceva poi accreditare le vincite dalla Sisal di Milano su appositi conti correnti.

Il provvedimento di sequestro, che ha riguardato anche due immobili a Marina di Gioiosa Jonica è stato emesso dalla Corte d'Appello di Catanzaro, nei confronti di Nicola Luca', esponente della cosca Mancuso, già condannato a 14 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. L'ennesimo esempio di come mafia e gioco d'azzardo siano legati.

L'ultimo numero di Narcomafie entra nel dettaglio di queste relazioni pericolose. Sorprendenti i numeri dell'inchiesta: dal 2003 si è assistito a un incremento della spesa delle famiglie destinata al gioco e dai 17,3 miliardi del 2003 si è passati a 35,4 nel 2006, per arrivare ai 54,4 del 2009. E per il 2010 si prevede di superare i 60 miliardi. Un'industria del calibro di Fiat, Telecom e Enel, con un fatturato che nel 2009 ha raggiunto il 3,7% del Pil ma di cui solo 8,8 miliardi di euro sono tornati all'erario. La crescita delle entrate dello Stato è inversamente proporzionale allo sviluppo del gioco: si è vista una riduzione del prelievo erariale dal 29% nel 2004 sino al 16% del 2009. Le newslot, capaci di raccogliere nell'ultimo anno oltre 25 miliardi di euro, raccolgono il doppio della cifra, ma gli altri 25 miliardi sfuggono alle registrazioni. Il business delle macchinette alterate riguarda 300mila postazioni, ed è quasi impossibile controllarlo. La regolazione del gioco in Italia è talmente deficitaria che la criminalità organizzata non si preoccupa neppure di imbastire un sistema di gioco d'azzardo illegale: le basta inserirsi nei circuiti legali. Sono stimati in 2 miliardi e mezzo gli introiti della "mafia da gioco" nel solo 2009. Del resto basta guardare al numero di Procure impegnate su questo tema nell'ultimo anno, ben 12, da Catania a Genova, passando per Palermo, Caltanissetta, Potenza, Ancona, Reggio, Napoli, Roma e Firenze. E poi su fino a Torino e Milano. È un business che non conosce confini.

Il dossier di Narcomafie non trascura però di affrontare altri aspetti del problema, dalle dipendenze all'aumento di giocatori patologici. Costi sociali per cui lo Stato non fornisce adeguate risposte né di prevenzione né i cura.

Postato il 06/12/2010 12:19 in 'News dal Web' da Staff del Blog
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Tags: 'ndrangheta - criminalità organizzata - gioco d'azzardo - gioco d'azzardo illegale - mafie

Win for life: la Sisal per paura dell'Antitrust corregge i 4.000 euro promessi

dal sito 'ilsalvagente.it' un articolo di 'Martina Aureli' del 31/10/09, nella seconda metà dell'articolo un'intervista ad Osvaldo Asteriti

[ndr: le immagini e il link su Riccardo Bersani non sono ad oggi disponibili]

Immagine: 'Win for life: la Sisal per paura dell'Antitrust corregge i 4.000 euro promessi'
Il Salvagente ha denunciato all'Autorità la poca chiarezza, che ha aperto una pratica.

Win for life si corregge. Per ora solo sul sito ufficiale dell'ultimo concorso della Sisal, dove la pagina è cambiata: non si legge più "4 mila euro al mese", come era indicato inizialmente nella sezione "Quanto si vince" (e come potete vedere nell'immagine di seguito). Ma "fino a 4 mila euro al mese".

Com'era fino a oggi
Un particolare apparentemente irrisorio nella sostanza decisivo.
Come ha denunciato il Salvagente, presentando per questo un esposto all'Antitrust, la comunicazione della Sisal sul montepremi ventennale di Win for Life non sembra infatti essere molto chiara. "4 mila euro al mese" è scritto nella facciata della schedina, in ogni locandina pubblicitaria, e fino a poco tempo fa anche nella sezione del sito in cui si indicava la media delle vincite. Ma in realtà la rendita vitalizia non corrisponde sempre a quanto dichiarato perché, come si è visto, varia in base al numero dei vincitori. Scendendo come è successo anche a 1.300 euro al mese, nel caso i fortunati siano 3.

Ecco come è cambiata la pagine sul sito della Sisal
Ieri l'Antitrust ha comunicato a Il Salvagente di aver aperto una pratica su quanto segnalato. E ora la Sisal sembra aver fatto un passo avanti, almeno sul sito.
A chi naviga on line ha chiarito: non si vincono 4 mila euro al mese, ma "fino a" (l'immagine della nuova schermata è nella foto sotto). Peccato, però, non lo abbia fatto prima, quando ancora in molti giocavano senza sapere. Ora, probabilmente, chi partecipa con frequenza lo ha capito da solo, con l'esperienza. Ma chi gioca sporadicamente - magari senza consultare le pagine on line - continuerà a spendere, nella speranza dei 4 mila? Il dubbio rimane. Anche perché le schedine che finiscono in mano ai giocatori non sono ancora cambiate.

"Win for life" ingannevole: l'Antitrust interviene dopo la denuncia del Salvagente
In seguito alla denuncia de Il Salvagente, l'Antitrust apre la pratica, e "verificherà la rilevanza dei fatti segnalati" in merito a Win for life. Il neonato concorso della Sisal, che "promette" 4 mila euro al mese per vent'anni, secondo la nostra testata avrebbe infatti fatto ricorso (e lo fa tuttora) a una pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori. Come si è visto nel tempo, ma come non era chiaro agli esordi, il jackpot di Win for life non è sempre uguale, perché si divide in base al numero dei vincitori.
Ma su questo particolare aspetto la pubblicità tace, perché su ogni locandina pubblicitaria visibile nei bar e ricevitorie è scritto a lettere cubitali "Con 10+il Numerone o 0+Il Numerone vinci 4mila euro al mese per 20 anni". E questo accade anche sul sito ufficiale della Sisal e durante l'aggiornamento delle varie giocate, con l'apposita musichetta che ripete lo stesso concetto ingannevole.
Non c'è scritto (né viene detto) "puoi" vincere, come sarebbe il caso di chiarire. Ma "vinci": indicativo, presente, nessuna possibilità di credere il contrario.
Il bollino in alto a sinistra sulla schedina lo ribadisce con altrettanta evidenza: "4.000 euro al mese per 20 anni".
Ora sarà l'Antitrust a verificare se ci siano o meno gli estremi per intervenire. La pratica è stata attribuita per competenza alla Direzione Generale per la Tutela del consumatore.

LA NOTIZIA PRECEDENTE: IL SALVAGENTE FA RICORSO ALL'ANTITRUST
Solo due giorni dopo l'esordio, giovedì primo ottobre, si è capito come funziona veramente Win for life. Quando i 4 mila euro al mese promessi per vent'anni dall'ultimo concorso della Sisal sono diventati nell'estrazione delle 19 esattamente la metà: 2 mila euro.
Ebbene sì: non solo i premi minori di Win for life, ma anche la mitica rendita ventennale, variano d'importo. E il superpremio si divide in base al numero dei vincitori. Tanto che, lunedì 5 ottobre, i 4 mila sono scesi perfino a circa 1.333 euro: i vincitori del concorso erano in tre, e le divisioni certo non ingannano.

La denuncia
Questo nonostante su ogni locandina pubblicitaria visibile nei bar e ricevitorie sia leggibile, sempre, "4mila euro al mese per 20 anni".
Per conoscere con esattezza l'importo del montepremi massimo di Win for life bisogna necessariamente consultare il retro della schedina, dove, in piccolo, finalmente si chiarisce: "Nel caso di due o più punti, 10 o 0 più il Numerone, la quota viene divisa per il numero dei vincitori". Ergo: se si vince in quattro il "mensile" da 4mila euro si riduce a 1.000 euro.
Peccato che a percepirlo siano stati in pochi. E sicuramente la Sisal, almeno nelle campagna pubblicitaria, non ha fatto un grande sforzo per rendere la questione comprensibile. Per questo il Salvagente ha presentato una segnalazione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato per pubblicità ingannevole.

E Mdc annuncia un'azione inibitoria
Intanto il Movimento difesa del cittadino (Mdc) con l'avvocato Osvaldo Asteriti ha predisposto un'azione inibitoria nei confronti dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per Win for life Vinci per la vita, dopo la segnalazione all'Antitrust per pubblicità ingannevole della rivista Il Salvagente.
"Il gioco spiega l'avvocato Asteriti - presenta notevoli profili di invalidità e illegittimità e per questo va bloccato. La prima cosa che contestiamo è la vaghezza del montepremi e, dunque, "l'indeterminatezza dell'oggetto del contratto", ossia la schedina che si compila.
Si scopre l'ammontare della vincita, infatti, soltanto dopo l'estrazione, poiché il premio si divide in base ai vincitori, e questo lo si scopre solo giocando".
Si tratta, quindi, secondo l'avvocato Asteriti che per tramite del Movimento difesa del cittadino predisporrà l'azione inibitoria, di pubblicità ingannevole, poiché non mette il consumatore nelle condizioni di fare una scelta libera e consapevole. Le locandine pubblicitarie relative al concorso, infatti, recitano a caratteri cubitali: "Con 10+il Numerone o 0+il Numerone vinci 4mila euro al mese per 20 anni".
Soltanto sul retro della schedina si spiega, in piccolo, che la vendita va divisa per il numero dei vincitori.

L'avvocato Asteriti: molte le irregolarità
"Il gioco presenta notevoli profili di invalidità e illegittimità e per questo va bloccato": l'avvocato Osvaldo Asteriti , un veterano delle battaglie contro le lotterie istantanee, l'aveva spiegato già ieri in un'ampia intervista al Salvagente.
È di marzo la sentenza con cui il giudice di pace di Jesi, nelle Marche, ha accolto il suo ricorso contro l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) e il Consorzio lotterie nazionali per il gratta e vinci "Mega Miliardario". In quel caso l'avvocato ha ottenuto la restituzione della somma spesa per l'acquisto dei biglietti e un risarcimento danni.

Avvocato ieri i Gratta e vinci, oggi Win for life. Cosa hanno che non va queste lotterie?
Il problema è lo stesso in entrambi i casi, non rispettano la disciplina dettata dal codice civile. Tutti i cosiddetti giochi d'azzardo trovano una giustificazione giuridica-sociale nella presenza nell'animus ludendi, ossia il fine del divertimento e nell'animus lucrandi, ossia nella possibilità di vincere dei soldi. Ecco, quest'ultima giustificazione manca in molte delle lotterie istantanee.

Eppure i premi ci sono e anzi le probabilità di vincere la rendita sono anche superiori a quelle di fare 6 al Superenalotto...
Come ha spiegato chiaramente al Salvagente Riccardo Bersani, al di là della rendita ventennale le cui probabilità di vittoria sono comunque irrisorie, la maggior parte delle vincite garantite dall'ultimo gioco della Sisal sono quelle di 2 euro ossia pari alla somma puntata.
Che vittoria è quella che mi fa ritornare in tasca gli stessi soldi che ne sono usciti? Nelle lotterie tradizionali il premio di consolazione è di 25 mila euro, ossia rappresenta circa 5 mila volte i soldi investiti. In questi giochi, invece, un giocatore molto fortunato che si trovasse a vincere tutte le volte potrebbe comunque trovarsi esattamente con gli stessi soldi da cui era partito.

Come si sono difesi l'Aams e Lottomatica nel caso della sentenza del giudice di Jesi?
La risposta che danno è sempre la stessa. Una volta che hai puntato, dicono, hai perso i tuoi soldi e quindi qualunque sia il premio, anche 2 euro, è una vincita in quanto permette di recuperare, anche se parzialmente, la cifra giocata. Una difesa giuridicamente molto debole a mio avviso, in quanto il giudizio va fatto ex ante.

Cos'altro non la convince nel nuovo gioco della Sisal?
Innanzitutto l'indeterminatezza assoluta dell'oggetto del contratto. Chi compila la schedina di Win for life non sa esattamente per cosa gioca perché la quantità e l'ammontare preciso dei premi non sono affatto chiare.
Si dà una grande evidenza alla possibilità di vincere 4 mila euro al mese per 20 anni, ma non si dice con la stessa evidenza che - in caso di più vincitori in una medesima estrazione - il premio si divide. Un'informazione necessaria e indispensabile per mettere il consumatore nelle condizioni di fare una scelta economica libera e consapevole.

Come intende agire, dunque?
La mia intenzione è quella di tentare un'azione legale nei confronti di Aams che con la sua politica e i suoi concessionari (Sisal e CLN), dietro l'alibi delle entrate fiscali, finisce con l'arricchire pochissimi con i soldi di cittadini ignari e ingenui.
A mio avviso esistono motivi giuridici abbastanza pregnanti da giustificare l'avvio di una azione inibitoria per tentare di bloccare il gioco, con l'aiuto di un'associazione dei consumatori.

Non basterebbe una denuncia all'Antitrust per bloccare la pubblicità?
Non è solo la pubblicità il problema, ma l'intero impianto del gioco è ingannevole. Senza parlare poi dei tempi biblici di risposta dell'Antitrust che renderebbero vana ogni azione.

Qualche conto in tasca
Per quanto riguarda Il Salvagente, l'auspicio è che i tempi dell'Antitrust almeno in quetso caso - non siano "biblici".
Anche perché resta ancora "inesplorato" un altro capitolo sullo straordinario vitalizio che, accanto alle giocate, arricchirà le casse di Sisal. L'azienda ha dichiarato che il montepremi per finanziare la rendita ventennale viene messo da parte subito.
Se le 20 vittorie registrate fino ad oggi, ossia un totale di 19 milioni e 200 mila euro, fossero depositate in un conto con una rendita minima del 2,5% annua, la Sisal avrebbe - soltanto da esse - 480 mila euro all'anno di soli interessi. A chi vanno?


Ultimo aggiornamento: 31/10/09

Postato il 03/12/2010 18:50 in 'News dal Web' da Staff del Blog
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Se il popolo teme il futuro, dategli l'azzardo

"Le famiglie non comprano e l'economia non gira, ma c'è un articolo che si vende benissimo. Si chiama 'speranza di vincere', possibilmente tanto, per migliorare così, e solo così, la propria vita."

dal sito 'narcomafie.it' un articolo di Francesca Rascazzo


 Crescita zero, mutuo della casa, cassa integrazione: come guardare avanti? Che cosa sperare per il domani? La crisi economica ha improvvisamente colpito le nostre vite tranquille, lasciando a secco i conti correnti e alimentando paura, insicurezza, diffidenza. Stando ai dati Istat, oltre 2 milioni di famiglie (8 milioni di individui, oltre il 13% della popolazione) sono in condizioni di povertà relativa: persone che dispongono, per beni e servizi, di una capacità di spesa pro capite inferiore alla media nazionale. Le famiglie non comprano e l'economia non gira, ma c'è un articolo che si vende benissimo. Si chiama "speranza di vincere", possibilmente tanto, per migliorare così, e solo così, la propria vita. Vincere in televisione indovinando "il pacco", o dal tabaccaio indovinando il terno, oppure grattando la combinazione giusta, o ancora giocando ad un tavolo virtuale, dove i soldi che perdi non li vedi nemmeno, mentre scivolano via dalla carta di credito. In ricevitoria, in sala scommesse, oppure a casa, soli di fronte al computer: il gioco è come, quando e dove vuoi.
Nei tempi morti di un lavoro che manca, nei vuoti relazionali della solitudine quotidiana, il gioco c'è: è lì intorno mentre compri le sigarette, prendi un caffè al bar, fai la spesa. Nei manifesti pubblicitari, nei caroselli televisivi, nei display delle stazioni ferroviarie, nelle pubblicità sul web: è lì, per te. Se il lavoro e la fatica non pagano, potrebbe correre in tuo aiuto la dea bendata a ricompensarti dei sacrifici fatti allora tenti il tutto per tutto, al più presto, prima che sia qualcun altro a sottrarti il premio.

L'industria del gioco. Tantissimi gli italiani che aspirano ad una vincita multimilionaria, ed "investono" il proprio denaro in gioco, non di rado gli ultimi spiccioli, oppure soldi presi a prestito più o meno legalmente. Ventotto milioni di persone nel 2008 si sono rivolte almeno una volta alla dea bendata, e per un quarto di questi il gioco è stato un appuntamento settimanale (dati Nomisma, 2009).
Lotto, Superenalotto, Bingo, Totocalcio, Slot, Gratta e Vinci, Scommesse e molto altro ancora: parliamo di gambling, il gioco cosiddetto d'azzardo. Per chiarire: quando l'esito del gioco è in larga misura legato al caso e non all'abilità del giocatore, quando per giocare è necessario puntare una somma che, una volta messa in palio, non può più essere ritirata, il gioco si dice d'alea, o d'azzardo. In Italia il gioco d'azzardo è molte cose: un'attività d'intrattenimento che ha appassionato generazioni; motivo di interesse e studio per matematici e probabilisti; un posto di lavoro per gaming manager, gestori di sale da gioco e sale bingo, o più tradizionali croupier. Alcuni giochi dell'azzardo pubblico sono istituzioni nazionali: il Lotto è uno di questi, oltre 500 anni di cabala celebrati nel 2006 con l'emissione di un francobollo.
Si tratta di una vera e propria industria. Anzi, Industria: del calibro di Fiat, Telecom, Enel e Ifim, con un fatturato che non conosce crisi e che nel 2009 ha raggiunto 54,4 miliardi di euro, il 3,7% del Pil, di cui 8,8 miliardi di euro tornati all'erario.

Dipendenze d'azzardo. Il gioco d'azzardo è terreno d'affari per la criminalità organizzata, in cerca di porzioni di mercato legale ed illegale, utili al riciclaggio di denaro, o in cerca di malaugurati perdenti, indebitati sino al collo e stretti nelle morse dell'usura, con famiglie al seguito.
Il gioco d'azzardo legale è stato anche uno strumento di fiscalizzazione indiretta grazie al quale, nell'arco di un decennio, l'erario ha accumulato proventi in misura inversamente proporzionale al reddito dei giocatori e delle loro famiglie, perché a giocare di più, in rapporto al reddito disponibile, è chi guadagna meno.
Ma il gioco può diventare patologico e quindi un problema di salute pubblica quando tavolo verde, Slot, Gratta e vinci, ecc. diventano una dipendenza. Il comportamento di gioco, in questi casi, assume un ruolo centrale nella vita della persona che continua a giocare nonostante le conseguenze negative delle sue azioni. I crescenti debiti, l'abbandono di attività e responsabilità quotidiane, la rottura delle relazioni affettive, la perdita di ogni controllo sul tempo e sul denaro, sono tutti elementi che connotano questa drammatica condizione.
Uno studio dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr, Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari) condotto analizzando i dati Ipsad-Espad 2007/2008, rileva che tra la popolazione residente in Italia che ha giocato almeno una volta il 19,8% può considerarsi a rischio di incorrere in una dipendenza da gioco d'azzardo. Tra questi, il 12,4% è nella fascia a rischio minimo, il 4,6% è a rischio moderato e lo 0,8%, cioè 120.000 persone, ha un profilo da giocatore patologico.
La stessa ricerca condotta su 45.000 studenti italiani tra i 15 ed i 19 anni ci dice che il 40% di questi nel corso del 2008 ha giocato puntando dei soldi almeno una volta, preferendo Gratta e vinci, Superenalotto, Lotto. A seguire Scommesse e Videopoker, che non sembrano avere grande appeal sulle ragazze, e che spopolano invece tra i coetanei maschi.

Sua maestà, la macchinetta. Ma la "macchinetta", facile, veloce e lontana da sguardi indiscreti, è il gioco che coinvolge più di tutti. Da soli, gli apparecchi elettronici hanno registrato nel 2009 circa 25 miliardi di euro di incassi, la metà dell'intera spesa destinata in gioco, o meglio, della spesa registrata. Stando alle ipotesi degli esperti del settore, infatti, almeno identica è la somma impiegata in giochi elettronici illegali, dove il gioco viene contraffatto dalle organizzazioni criminali che, proprio sul mercato delle Slot, fanno affari e mettono radici.
E se ai giocatori piace la macchinetta, squadra che vince non si cambia, semmai si allarga. Ecco allora che il parco giochi si rinnova: arrivano le Video Lottery Terminal. VLT o Videolotteries che dir si voglia, sono l'evoluzione delle New Slot: una sola macchina con un'offerta di giochi multipla, ai classici motivi da Slot, si aggiungono, infatti, anche i giochi da tavolo verde come Poker, Roulette, Black Jack, Bingo. Avviate al mercato grazie al Dl 39/2009, il cosiddetto decreto Abruzzo, funzioneranno grazie ad un collegamento in tempo reale tra giocatore, concessionario e sistema centrale di gioco. Il controllo remoto del gioco attraverso videoterminale pare sia l'antidoto alla contraffazione del gioco, fino ad oggi possibile con la manomissione delle macchine prima e con la clonazione dei codici identificativi e simulazione del gioco su altro server poi. Con puntate tra i 50 centesimi ed i 10 euro, le VLT sono progettate per restituire non meno dell'85% dell'incasso in vincite. Restituire al vincitore, e più verosimilmente al gioco: tra le modalità di pagamento al giocatore è prevista anche la ricollocazione in gioco dei crediti precedentemente vinti e se è vero anche in questo caso, come già accade per altri giochi, che il 70% delle vincite torna al gioco, la percentuale di denaro in palio dovrebbe ridursi non di poco.
Attenzione: non tutti i luoghi fanno al caso delle VLT. Gli apparecchi videoterminali possono essere installati solo all'interno di sale con attività prevalente di gioco, e che dispongano di aree separate per i giochi riservati ai minori. Agenzie di Scommesse, sale Bingo, Negozi di gioco... spazi cittadini dedicati esclusivamente al gioco: mini casinò, quindi. Ciò vuol dire che le nuove VLT non si sostituiranno alle New Slot, ma andranno ad aggiungersi al panorama dell'intrattenimento e dell'azzardo elettronico di massa, alimentando una porzione di mercato già florida. E vuol dire anche che, sebbene siano ancora spente le luci di Las Vegas sui nostri viali, si fa strada l'idea che il gioco possa salvarci, riempire i luoghi pubblici, colonizzare spazi cittadini promettendo sviluppo. Ma nelle aree urbane in cui sono state aperte le sale scommesse, come diverse ricerche statunitensi rammentano a noi matricole del gambling, si è osservato un aumento di ricchezza solo iniziale, a cui è seguita una maggiore presenza della criminalità sul territorio, con il conseguente impoverimento delle stesse zone. Per carità, giochiamo pure, ma a che prezzo?

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