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L'ILLEGALITÀ DEL GIOCO D'AZZARDO "LEGALE"

I GIOCHI D'AZZARDO OFFERTI DAI MONOPOLI SONO DAVVERO LEGALI, CIOÈ RISPETTOSI DELLA LEGGE CHE LI DISCIPLINANO?


 Quando si parla di illegalità, si pensa, di solito a fenomeni macroscopici: le organizzazioni criminali, il narcotraffico e così via. Ma esiste anche una illegalità di minore evidenza, più diffusa, e altrettanto perniciosa.

Secondo il dizionario, il termine "legale" ha il significato di "conforme alla legge" e "legalità" indica la condizione di ciò che è conforme alla legge, il rispetto, l'osservanza della legge.

In materia di giochi pubblici con vincite in denaro, come viene ipocritamente definito l'azzardo di Stato, la legge che detta precise prescrizioni è senza dubbio il c.d. decreto Balduzzi, il decreto legge 158/2012, convertito nella legge 189/2012.

Il comma 5 dell'articolo 7 prescrive, dal primo gennaio 2013, che "Formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro, nonché le relative probabilità di vincita devono altresì figurare sulle schedine ovvero sui tagliandi di tali giochi.

Insomma, la norma impone l'obbligo di comunicare al giocatore, al momento della giocata, l'indicazione della probabilità di vincita, dando al gestore la possibilità ometterla e rimandare al sito per la consultazione, esclusivamente nel caso che i dati da inserire, per la loro entità, non possano essere contenuti nelle dimensioni delle schedine o dei tagliandi.

Osservando una schedina del 10 e lotto, uno dei giochi d'azzardo più pericolosi, con le sue estrazioni ogni 5 minuti, e in particolare il retro, si scopre che la probabilità di vincita non è indicata, ma compare solo, così come sulla ricevuta di gioco, la dicitura "Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento di gioco sui siti ...".

Occorre tuttavia sottolineare che le dimensioni della schedina consentono di inserire direttamente su di essa la probabilità di vincita, osservando in tal modo l'obbligo legale. Mentre sul retro compare una tabella con la struttura premi che occupa due terzi dello spazio disponibile, manca l'indicazione obbligatoria.

La tabella indica minuziosamente l'entità del premio che può essere vinto, con una giocata da un euro, a seconda dei numeri indovinati, ma non viene indicata quale sia la probabilità di vincerli.

Il gestore preferisce non indicarla, né sulla schedina, né sulle ricevute di gioco, in totale spregio della norma, usurpando, con il rimando al sito, una facoltà prevista per una situazione affatto diversa, la mancanza di spazio sulle schedine, che in questo caso non ricorre, utilizzata solo per eludere la norma.

Peraltro, l'indicazione relativa all'entità dei premi appare inutile, anzi dannosa, perché focalizza l'attenzione del giocatore sui premi conseguibili, invece che sulle probabilità di vincerli, come prescrive la legge.

Sotto questo aspetto, il gioco del 10 e lotto formalmente appare come un gioco "legale", perché offerto dai monopoli, ma sostanzialmente come un gioco illegale, in quanto non osserva una precisa norma di legge, peraltro dettata a tutela della salute dei giocatori.

Postato il 09/02/2018 10:32 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - 10 e lotto - probabilità di vincita - decreto Balduzzi

I MONOPOLI OSCURANO LA "RACCOLTA"

I MONOPOLI FANNO SPARIRE IL DATO DELLA RACCOLTA DALLA COMUNICAZIONE DEI DATI SUL GIOCO


 I monopoli hanno iniziato a pubblicare, sul proprio sito istituzionale, i dati sul gioco legale in Italia, in particolare i "dati di spesa ed erario suddivisi per comune".

Tra i dati pubblicati, manca quello della "raccolta", definita dai monopoli, come "l'insieme delle puntate effettuate dalla collettività dei giocatori".

La mancanza non è casuale ed è certamente da mettere in relazione alla pubblicazione dei dati, relativi alle sole macchinette, suddivisi per Comune, recentemente apparsa su un sito giornalistico, che indicava, invece, la "raccolta", suscitando in tal modo la vivace protesta degli operatori del gioco, che lamentavano appunto la mancanza del dato della "spesa", ottenuto per differenza tra raccolta e vincita, denunciando un grave attentato alla "verità".

In realtà, quando si parla di gioco d'azzardo, il dato rilevante è proprio quello della raccolta, e non la "spesa", dato artificiale e inutile, perché l'insieme delle giocate rappresenta l'unico elemento in grado di "fotografare" in modo realistico il fenomeno, anche perché una raccolta di importo elevato svela le reali abitudini e la propensione al gioco d'azzardo degli italiani, a differenza del dato artificiale e manipolatorio della "spesa".

La "raccolta", oltre a rappresentare un elemento per la valutazione economica del fenomeno, denuncia anche il numero di azioni di gioco che la determinano, come riconosciuto nella stessa definizione che ne forniscono i monopoli, lanciando per tale via un allarme relativo al pericolo dipendenza che caratterizza il gioco d'azzardo.

E' questo il vero motivo per il quale i monopoli e altri attori del settore cercano in tutti i modi di ridurla, oscurarla, esorcizzarla, cercando di sostituirla con un elemento addomesticato e rassicurante come la spesa, un dato "muto", che non comunica niente, ma serve solo a offuscare l'elemento in grado di lanciare un reale allarme in materia di pericolo per la salute dei giocatori.

Sul sito dei monopoli finora compariva l'entità della raccolta, appunto l'insieme delle puntate, con tutta la sua valenza suggestiva ed emblematica della gravità della situazione, con accanto l'indicazione della spesa, nel tentativo di depotenziarla.
Nell'ultimo rilascio di dati, invece, con una soluzione silenziosamente abortiva, la raccolta è addirittura sparita del tutto, sostituita dal dato posticcio della spesa.

Cercando in tale modo di far dimenticare che nel 2016 gli italiani hanno effettuato puntate per 96 miliardi di euro, compiendo miliardi di operazioni di gioco, avvicinandosi in tal modo al pericolo dipendenza. Indicando il dato della "spesa", si cerca di nascondere questa circostanza, di farla dimenticare, di nascondere la stretta connessione che lega raccolta e giocate, come se bastasse nascondere un problema per eliminarlo.

Un ulteriore esempio, solo l'ultimo della serie, che dimostra come la comunicazione dei monopoli in materia di azzardo sia caratterizzata da evidenti omissioni e manipolazioni.

Postato il 27/01/2018 11:02 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - comunicazione - monopoli - raccolta - spesa

AZZARDO E TUTELA DELLA SALUTE

FIRMIAMO LA PETIZIONE PER COSTRINGERE LA LORENZIN A PROMUOVERE UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SUL GIOCO D'AZZARDO, COME PER IL FUMO E ALTRE EMERGENZE SANITARIE


 E' partita la nuova campagna antitabagismo, promossa dal ministero della salute, in onda su radio, televisione e social.
Bene. Benissimo. Il fumo è una pessima abitudine, molto dannosa per la salute e inoltre, il fumo è vietato ai minori e può causare dipendenza, proprio come il gioco d'azzardo, come ci ricorda un velocissimo messaggio "sparato" dopo la pubblicità, in maniera non udibile.
Nonostante ciò, per il gioco d'azzardo, il ministero della salute è stato finora sordo a qualsiasi sollecitazione a intervenire con una apposita, appropriata campagna di comunicazione che ne mettesse in evidenza i rischi per la salute che il gioco d'azzardo comporta e ricordasse che la sua pratica è vietata ai minori di età.
Eppure, è la stessa legge che prescrive che questi due aspetti del gioco d'azzardo, per l'importanza degli interessi che involgono, la tutela dei minori e i rischi per la salute, siano oggetto di appositi avvertimenti, mentre attualmente questa importante funzione viene affidata agli stessi operatori del gioco (sic!).
Colpisce, quindi, e insospettisce, questa inerzia da parte del ministero della salute verso il gioco d'azzardo, che si trasforma in una inammissibile "indulgenza" verso una attività sicuramente dannosa e pericolosa per la salute.
La comunicazione in tema d gioco d'azzardo svolge un ruolo strategico, come sanno bene i monopoli, che nel tempo hanno proposto campagne come "giovani e gioco" e "la prima volta non si scorda mai", esplicitamente rivolte ai minori, entrambe ritirate perché ritenute "equivoche, dannose e diseducative", oltre alla loro evidente funzione di induzione all'azzardo, vietata.
La pubblicità dei giochi d'azzardo è ossessiva e onnipresente e lo stesso limite orario che vieta di trasmetterla sulle reti generaliste dalla 7 alle 22 risulta poco efficace, considerati gli orari di programmazione televisivi, con la prima serata che inizia alle 21,40, e comunque la pubblicità può essere trasmessa a qualsiasi ora sui "media specializzati", individuate con apposito decreto, che ricomprendono molte reti televisive e tutte le radio.
Questa situazione, questa pressione pubblicitaria e comunicazionale del gioco d'azzardo renderebbe opportuna una campagna di comunicazione per mettere in luce, almeno, i due aspetti che la legge ritiene obbligatorio comunicare: il divieto di gioco d'azzardo ai minori di età e il pericolo per la salute che la sua pratica può comportare.
Una campagna di comunicazione necessaria, anche considerato che l'obiettivo di Baretta è "attribuire al gioco la sua funzione di normale vicenda della vita delle persone", alle quali, comunque, non si deve negare il diritto di essere informati su alcuni aspetti del gioco d'azzardo, capaci di ledere la loro salute e minacciare i loro figli.
Secondo un recente studio dell'ospedale Bambino Gesù, "Il 49% dei ragazzi tra 14 e 19 anni ha giocato d' azzardo almeno una volta nel 2017; il 20% di quelli tra i 10 e i 17 anni frequenta le agenzie di scommesse, il 25% di quanti hanno tra 7 e 9 anni tenta la sorte con lotterie e gratta e vinci".
L'indice è puntato proprio sulla comunicazione, visto che secondo i medici dell'ospedale pediatrico, questi giochi "non vengono percepiti dai più piccoli, e non di rado pure dai genitori, come pericolosi".
Visto inutile ogni tentativo di persuadere il Ministero della salute a promuovere una campagna di informazione su questi aspetti, come ad esempio quella trasmessa per contrastare il tabagismo, abbiamo avviato una raccolta di firme sul sito https://www.change.org/p/beatrice-lorenzin-azzardo-e-tutela-della-salute?recruiter=850490439&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page da inviare alla Ministra Lorenzin, per richiederla con più forza.

Postato il 20/01/2018 10:13 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - dipendenza

RIPROVA, SARAI PIÙ FORTUNATO

CI SONO 51 LOTTERIE ISTANTANEE ATTIVE, TUTTE IN GRADO DI ASSICURARE UN MARGINE DI GUADAGNO SIGNIFICATIVO ... AL CONCESSIONARIO E AI MONOPOLI, A SPESE DEI GIOCATORI


 Il biglietto costa € 5 e da la possibilità di vincerne 500.000. La probabilità non è molto elevata, ma non importa, confidiamo nello "stellone" e giochiamo, in maniera inconsapevole, come piace ai monopoli, ignorandola, tanto non è neppure indicata sui biglietti.

Come capita, ad esempio, per l'ultimo gratta & vinci immesso sul mercato, "Tris vincente", il cinquantunesimo attivo, il primo del 2018.

La probabilità di aggiudicarsi il premio maggiore, in realtà, non è molto elevata, anzi è decisamente scarsa, una su 9.840.000. In media su 9.840.000 biglietti ce n'è uno vincente. In media. Questo dato significa che neppure acquistando 9.840.000 biglietti, spendendo € 49.200.000, avremmo la sicurezza di vincere il superpremio da € 500.000.

Questo evento, trattandosi di dati medi, potrebbe accadere anche prima, forse, ma anche no. E' il bello dell'azzardo: la vincita o la perdita è interamente aleatoria, cioè affidata al caso.

Quello che può dirsi è che se la probabilità di vincita del premio massimo è una su 9.840.000, si può anche dire, in altri termini, che ci sono 9.839.999 probabilità di perdita.

Per avere un ordine di grandezza, essendo difficile processare questa informazione in teoria, sarebbe come giocare contemporaneamente contro tutti gli abitanti del Piemonte e del Veneto, che anzi sono un po' di meno, solo 9.349.000.

Eppure i monopoli sono ottimisti, e anche di questa lotteria istantanea hanno distribuito come primo lotto 49.200.000 biglietti con la certezza di venderli tutti a giocatori altrettanto ottimisti e forse anche più ingenui ... o dipendenti dal gioco d'azzardo.

Certo il raggiungimento di questo obiettivo non può essere lasciato al caso, ecco quindi alcuni meccanismi di "rinforzo", come le quasi vincite, la maggior parte dei numeri del giocatore sono vicini ai numeri vincenti, così da alimentare l'illusione di aver quasi vinto e indurlo a rigiocare; ecco la pubblicità ingannevole e illecita, il claim "ti piace vincere facile?", che porta a confondere la facilità di gioco con la facilità di vincita; ecco le omissioni e le manipolazioni di informazioni obbligatorie per legge, a tutela della salute dei giocatori, come la probabilità di vincita, prima negata e poi indicata "per fascia di premio", in maniera da farla apparire molto più favorevole.

Ma, soprattutto, la madre di tutti i sistemi di rinforzo: la struttura del montepremi: nell'ultimo g&v, più della metà dei biglietti vincenti contiene "premi" inesistenti, pari alla somma spesa per acquistare il biglietto.

Una transazione " a saldo zero" solo per il giocatore che se lo aggiudica e che ottiene un pareggio, 5 euro spesi per il biglietto, 5 euro restituiti, che, come si può immaginare non tornano nelle sue tasche, ma vengono utilizzati per acquistare un altro biglietto, alimentando il rigioco, fino alla perdita definitiva.

Per il gatto e la volpe (g&v), invece, la transazione è solo apparentemente a saldo zero. Su ogni biglietto venduto o rivenduto, concessionario/monopoli incasseranno il 28% della somma spesa per l'acquisto, € 1,40, prelevando il "premio" dal pay-out, il 72% che ritorna in "premi" ai giocatori, magari solo per un attimo.

Riprova, sarai più fortunato.

Postato il 15/01/2018 10:25 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco dd'azzardo - gratta & vinci - premi - dipendenza

Pag. 1 di 57
  • "I MONOPOLI OSCURANO LA "RACCOLTA""
    27/01/2018 11:02

    I MONOPOLI FANNO SPARIRE IL DATO DELLA RACCOLTA DALLA COMUNICAZIONE DEI DATI SUL GIOCO

  • "AZZARDO E TUTELA DELLA SALUTE"
    20/01/2018 10:13

    FIRMIAMO LA PETIZIONE PER COSTRINGERE LA LORENZIN A PROMUOVERE UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SUL GIOCO D'AZZARDO, COME PER IL FUMO E ALTRE EMERGENZE SANITARIE

  • "RIPROVA, SARAI PIÙ FORTUNATO"
    15/01/2018 10:25

    CI SONO 51 LOTTERIE ISTANTANEE ATTIVE, TUTTE IN GRADO DI ASSICURARE UN MARGINE DI GUADAGNO SIGNIFICATIVO ... AL CONCESSIONARIO E AI MONOPOLI, A SPESE DEI GIOCATORI

  • "IL PREMIO INESISTENTE"
    08/01/2018 16:41

    ANCHE NELL'ULTIMO G&V, PIU' DELLA META' DEI PREMI IN PALIO NON FA VINCERE NIENTE

  • "DAL GIOCO D'AZZARDO AL GAP"
    15/11/2017 10:15

    NELLA LORO COMUNICAZIONE, FALSA E INGANNEVOLE, IN MATERIA DI GIOCO D'AZZARDO, I MONOPOLI MILLANTANO LA CATEGORIA DEL GIOCO RESPONSABILE, SENZA AVVERTIRE I GIOCATORI DEI REALI RISCHI CHE CORRONO

  • "LA PROBABILITÀ DI PERDITA NEI G&V"
    20/10/2017 16:42

    INVECE DELLA PROBABILITÀ DI VINCITA, COMUNQUE NON INDICATA, SUI BIGLIETTI GRATTA & VINCI DOVREBBE ESSERE INDICATA LA PROBABILITÀ DI PERDITA

  • "COSA (NON) È IL GIOCO D'AZZARDO"
    12/10/2017 16:37

    DEFINIRE COSA NON È IL GIOCO D'AZZARDO, AIUTA A CONFERMARE LE RAGIONI A SOSTEGNO DELLE AZIONI PER CONTRASTARLO

  • "LA PREVENZIONE DEL GIOCO D'AZZARDO"
    06/10/2017 10:28

    UN RUOLO DECISIVO NELL'AZIONE DI PREVENZIONE E CONTRASTO AL GIOCO D'AZZARDO SPETTA AI COMUNI

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