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IL LIBRO BLU 2015 DEI MONOPOLI

I MONOPOLI HANNO PUBBLICATO SUL PROPRIO SITO IL LIBRO BLU, CON I DATI RELATIVI AI GIOCHI D'AZZARDO NEL 2015, FORNITI CON IL SOLITO METODO INGANNEVOLE E MISTIFICATORIO


 I monopoli comunicano che nel 2015 la "raccolta complessiva" dei giochi d'azzardo è stata di 88,2 miliardi di euro, affrettandosi tuttavia a precisare che, dato che le "vincite" sono state pari a 71,1 miliardi, la "spesa" degli italiani ammonterebbe a 17,1 miliardi.

Premesso che 17 miliardi di euro non sono proprio bruscolini, a me sembra che presentare il dato in questi termini equivalga a manipolare la realtà.

Se un giocatore introduce in una slot monete per 10 euro...


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Postato il 19/05/2016 18:08 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - monopoli - libro blu

IL LIBRO BLU 2015 DEI MONOPOLI

I MONOPOLI HANNO PUBBLICATO SUL PROPRIO SITO IL LIBRO BLU, CON I DATI RELATIVI AI GIOCHI D'AZZARDO NEL 2015, FORNITI CON IL SOLITO METODO INGANNEVOLE E MISTIFICATORIO


 I monopoli comunicano che nel 2015 la "raccolta complessiva" dei giochi d'azzardo è stata di 88,2 miliardi di euro, affrettandosi tuttavia a precisare che, dato che le "vincite" sono state pari a 71,1 miliardi, la "spesa" degli italiani ammonterebbe a 17,1 miliardi.

Premesso che 17 miliardi di euro non sono proprio bruscolini, a me sembra che presentare il dato in questi termini equivalga a manipolare la realtà.

Se un giocatore introduce in una slot monete per 10 euro e ne vince 15, grazie a piccoli premi da 2 o 3 euro, che ovviamente rigioca immediatamente, reintroducendoli nella macchinetta, secondo i monopoli, la raccolta è stata di 25 euro, ma visto che il giocatore ne ha vinti 15, la spesa è stata di 10 euro.

L'affermazione, dietro alla sua correttezza formale, nasconde una mistificazione. In realtà, il giocatore ha giocato e perso 25 euro. Ai dieci iniziali, infatti, vanno aggiunti anche quelli vinti man mano e rigiocati, a meno che non si neghi che le piccole vincite fossero del giocatore.

Va ancora osservato che la percentuale degli incassi restituita, le vincite, non finisce nelle stesse tasche di chi l'ha messa in gioco, e comunque non ci rimane, visto il meccanismo con cui viene restituita.

Se cento giocatori giocano ciascuno 100 euro, determinando una raccolta di 1.000 euro, e le vincite rappresentano il 70% della raccolta, non è che nelle tasche di ogni giocatore troveremo alla fine del ciclo 70 euro. Il 70% rappresenta un dato medio, che non significa nulla rispetto all'esperienza del singolo giocatore.

Per tornare all'esempio di prima, sui mille euro immessi nel circuito, i monopoli ne prelevano 300, raggiungendo questa percentuale anche attraverso il rigioco opportunamente stimolato, indotto grazie a premi mini, che hanno solo la funzione di essere rigiocati.

Quello che non viene detto e non emerge dai dati come forniti è che per raggiungere la percentuale di guadagno attesa, i monopoli arrivano a "finanziare" il gioco, grazie al meccanismo, tante volte denunciato come insidioso e pericoloso per la salute, delle piccole vincite.

Quello che i monopoli non svelano con la loro comunicazione è che una percentuale consistente degli oltre 88 miliardi di euro spesi per l'azzardo dagli italiani è messa a loro disposizione dagli stessi monopoli, perché su ogni euro giocato ne trattengono una percentuale.

Insomma, il giocatore gioca un euro, i monopoli ne trattengono una parte e con l'altra parte degli incassi restituiscono l'euro al giocatore, che lo rigioca, consentendo di nuovo ai monopoli di trattenere la loro percentuale, e così per miliardi di colte, creando un loop pericolosissimo per la salute, fino a raggiungere il dato medio esposto nel libro blu.

Ma come si sa, fornire i dati in termini medi è il modo migliore per manipolare, distorcere la realtà: in media ogni essere umano ha un testicolo e una mammella.


Postato il 19/05/2016 17:31 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - monopoli - libro blu

IL LIBRO BLU AAMS 2014

I MONOPOLI HANNO PUBBLICATO I DATI RELATVI ALLA RACCOLTA DEI GIOCHI D'AZZARDO NEL 2014


 Secondo i dati forniti, nel 2014 gli italiani hanno speso in giochi d'azzardo 84 miliardi e 845 milioni di euro ("raccolta"), mentre le "vincite" sono state di 66 miliardi 945 milioni, con un saldo di 17 miliardi 531 milioni di euro, per i monopoli la "spesa" dei giocatori.

Nei commenti ai dati, la spesa media viene determinata dividendo la somma raccolta per il numero degli italiani, "neonati compresi" ...


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Postato il 05/06/2015 11:28 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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Tags: gioco d'azzardo - libro blu - aams - gratta & vinci - premi

IL LIBRO BLU AAMS 2014

I MONOPOLI HANNO PUBBLICATO I DATI RELATVI ALLA RACCOLTA DEI GIOCHI D'AZZARDO NEL 2014


 Secondo i dati forniti, nel 2014 gli italiani hanno speso in giochi d'azzardo 84 miliardi e 845 milioni di euro ("raccolta"), mentre le "vincite" sono state di 66 miliardi 945 milioni, con un saldo di 17 miliardi 531 milioni di euro, per i monopoli la "spesa" dei giocatori.

Nei commenti ai dati, la spesa media viene determinata dividendo la somma raccolta per il numero degli italiani, "neonati compresi" , riuscendo così a mantenerla relativamente bassa, anche se si arriva a 1.422 euro ad anno .

Ma se calcoliamo la spesa media "neonati esclusi" , come sembra più corretto, dato che i neonati non giocano, dividendo la cifra raccolta per il numero delle persone che si stima abbiano effettivamente giocato nel 2014, il 50% della popolazione, la spesa media vola a 2.844 euro ad anno per giocatore. Un dato ben più preoccupante, forse troppo, ecco perché viene fornito "neonati compresi".

C'è anche un altro aspetto che mi lascia perplesso: i monopoli determinano la "spesa" degli italiani per l'azzardo sottraendo le "vincite" alla "raccolta".

Questa comunicazione è ingannevole, il dato fornito, infatti, non tiene conto del "rigioco".

Se acquisto un gratta & vinci da 5 euro e vinco un premio di uguale valore per quattro volte successive, impiegando la vincita per acquistare ogni volta un altro biglietto, fino a perdere con l'ultimo, i dati diranno che la "raccolta" è stata di 25 euro, i cinque biglietti acquistati, la "vincita" è stata di 20 euro e quindi secondo i monopoli la "spesa" è stata di 5 euro.

In realtà, pur avendo vinto l'80% di quanto ho giocato, ho perso tutto, spendendo complessivamente 25 euro per l'acquisto dei cinque gratta & vinci. I venti euro vinti, infatti, sono soldi del giocatore che li utilizza per (ri)giocare, perdendoli. La "spesa" quindi corrisponde alla "raccolta" e in questo caso è stata di 25 euro, non di 5 euro, come vorrebbero i monopoli.

I monopoli hanno due "tasche", in una finiscono i soldi spesi dagli italiani per l'azzardo, da cui prelevano una parte, che finisce nell'altra per pagare le vincite. La differenza tra le due determina il guadagno dei monopoli.

Per i giocatori non è così, la tasca è una sola, in essa si mescolano i soldi che spende per il gioco e le vincite. Se anche i giocatori avessero "due tasche", prendendo da una i soldi per giocare d'azzardo e mettendo nell'altra le vincite, si renderebbero conto di come stanno effettivamente le cose e quanto perdono realmente, smettendo, forse, di giocare.

Si accorgerebbero, per esempio, a cosa serve e che fine fa quel 60% di premi pari al prezzo del biglietto presente in media in tutti i gratta & vinci, con cui i monopoli "finanziano" il gioco d'azzardo, definendolo ipoocritamente "vincite".

Postato il 05/06/2015 11:18 in 'Aggiornamenti' da Asteriti Avv. Osvaldo
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