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Dichiarata la guerra al gioco d'azzardo

Commento ad un articolo apparso sul quotidiano Avvenire dell'1 febbraio 2012


 A riprova della maggiore sensibilità verso il fenomeno del gioco d'azzardo, Avvenire dell'1 febbraio 2012 pubblica un interessante articolo sul tema dal titolo "Dichiarata la guerra al gioco d'azzardo".
L'articolo segnala il forte, rinnovato impegno della Consulta Nazionale Antiusura contro lo "Stato biscazziere" e il gioco d'azzardo che, secondo il segretario nazionale della Consulta, monsignor Alberto D'Urso,

"risucchia milioni di euro ogni anno, distrugge persone, rovina famiglie, ingrassa gli usurai, inducendo a dipendenza compulsava centinaia di migliaia di persone insospettabili".


Monsignor D'urso, riferisce l'autore dell'articolo, segnala il pericolo e

"i danni che il ricorso al gioco sta determinando sulle nuove generazioni che affidano la costruzione del loro futuro all'azzardo piuttosto che al lavoro".


La denuncia nei confronti dello Stato è fermissima:

"Come può giustificare la distruzione psicologica, morale, economica e familiare,e talvolta anche fisica, di tante persone indebitate per il gioco, affermando che ha bisogno di incassare milioni di euro per restaurare monumenti e chiese, quando quel denaro viene sottratto a persone e famiglie che non hanno da mangiare e da pagare l'affitto?"


Oltretutto l'articolo denuncia un altro aspetto della questione.
Lo stesso autore dell'articolo in un box precisa che nonostante il boom delle giocate, lo Stato incassa sempre meno.

"Nel 2010 gli italiani avevano giocato 61,4 miliardi di euro, nel 2011 (dati provvisori) ben 76 miliardi con un salto del 13%. Ogni cittadino, neonati compresi, è passato da 1.008 euro a 1.230, con un incremento del 20%. Ma gli incassi dello Stato sono rimasti costanti in cifra assoluta e scesi dal 30 al 15% rispetto al totale delle giocate.".


Per quanto riguarda i giochi introdotti di recente, il dato è ancora più negativo.

"Dati clamorosi riguardano i giochi on line. Lo scorso anno per queste nuove forme di azzardo "casalingo" sono stati spesi 9,8 miliardi ma appena l'1,8% è finito nelle casse dello Stato. E per alcune tipologie è andata anche peggio. Il "poker cash" introdotto per coprire almeno in parte la ricostruzione in Abruzzo ha avuto un enorme successo, con 4,6 miliardi di giocate ma nelle casse statali sono entrati solo 25,6 milioni, appena lo 0,6%. E l'ultimo arrivato, il "casinò on line", partito a giugno con ben 200 siti, ha fatto spendere agli italiani 1,5 miliardi. Ma allo Stato sono arrivate solo le briciole: 1,5 milioni, cioè lo 0,1%."


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  • "COS'E' IL GIOCO D'AZZARDO"
    30/04/2018 17:08

    IL GIOCO D'AZZARDO NON È UN INNOCUO PASSATEMPO, SOMIGLIA PIUTTOSTO A UN PERICOLOSO LABIRINTO

created by: Paolucci Simone